Alla fine del 2025 in provincia di Siena si contano 3.006 imprese straniere, il 5,9% in più rispetto all'anno precedente.
I settori in cui la presenza straniera è più elevata sono le costruzioni (813 imprese, 27% del totale imprese straniere), l'agricoltura (536 imprese, 17,8%), il commercio (499 imprese, 16,6%), e i servizi di alloggio e ristorazione (326 imprese, 10,8%).
Lo rende noto la Camera di commercio Arezzo Siena.
"I dati di chiusura del 2025 confermano - commenta in una nota il presidente dell'Ente camerale, Massimo Guasconi - la rilevanza del tessuto imprenditoriale straniero che oggi rappresenta l'11,1% dell'intero sistema imprenditoriale. Sebbene tale incidenza sia la più contenuta nel panorama regionale toscano, il dato mette in luce la peculiarità di un 'modello Siena' fon-dato sull'eterogeneità della provenienza dei nostri imprenditori. A differenza di altre realtà dove la presenza estera è polarizzata su poche nazionalità e comparti, il territorio senese vanta una distribuzione equilibrata e una spinta decisa verso segmenti ad alto valore aggiunto". "Accanto alle principali comunità - aggiunge -, quella albanese e quella rumena, Siena attrae in-fatti quote rilevanti di imprenditoria dal mondo anglosassone e dall'Europa occidentale: contiamo infatti 236 imprese tedesche, 200 svizzere, 193 statunitensi, 172 britanniche e 144 francesi. Questa diversità non è solo numerica, ma si riflette in una specializzazione che supera i comparti operativi più tradizionali citati dai rapporti nazionali". Per Guasconi "siamo di fronte quindi a un'imprenditorialità 'matura' che sceglie Siena non solo per necessità occupazionale, ma anche per le opportunità di investimento offerte dalle eccellenze distintive del territorio, come il comparto vitivinicolo, l'ospitalità luxury o i settori manifatturieri più in-novativi. L'azione dell'Ente camerale sarà comunque orientata sempre a favorire la piena inclusione di ogni impresa straniera nel tessuto socio-economico del nostro territorio, af-finché tutte queste realtà possano concorrere congiuntamente allo sviluppo economico di Siena".








