Per la prima volta il cancro dei gatti esce dalla “scatola nera”. Un grande studio internazionale ha tracciato il profilo genetico di quasi 500 tumori felini, aprendo la strada a terapie più mirate per gli animali – e forse anche per i loro proprietari: le somiglianze con l’oncologia umana, infatti, sono molte più di quanto si pensasse.
Il lavoro, coordinato dagli esperti del Wellcome Sanger Institute insieme all’Ontario Veterinary College e all’Università of Berna, ha analizzato campioni tumorali raccolti in cinque Paesi e già disponibili a fini diagnostici. I risultati mostrano che numerose alterazioni genetiche che guidano lo sviluppo del cancro nei gatti sono sorprendentemente simili a quelle osservate nell’umano.
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Un problema diffuso (e poco studiato)
I gatti sono tra gli animali da compagnia più presenti nelle case: nel 2024, l’Istat stimava che il 17,4% delle famiglie italiane ne ospitasse almeno uno. Eppure, sebbene il cancro sia una delle principali cause di malattia e morte anche nei felini domestici, le conoscenze genetiche su queste patologie erano finora limitate. Rimedia a questa mancanza lo studio pubblicato oggi su Science che rappresenta la prima profilazione genetica su larga scala dei tumori felini e mette a disposizione della comunità scientifica un database aperto che potrà alimentare la ricerca futura.







