Roma, 19 feb. (askanews) – La nuova super-maggioranza conquistata alla Camera bassa rafforza la posizione della premier giapponese Sanae Takaichi e riporta al centro dell’agenda politica la revisione della Costituzione pacifista del 1947, un obiettivo storico della destra nipponica rimasto finora irrealizzato anche sotto Shinzo Abe.

Dopo la vittoria schiacciante dell’8 febbraio, il Partito liberaldemocratico (Ldp) controlla 316 dei 465 seggi della Camera dei rappresentanti, superando da solo la soglia dei due terzi necessaria per avviare una riforma costituzionale. “L’Ldp lavorerà con perseveranza per creare al più presto le condizioni per un referendum nazionale sulla riforma costituzionale”, ha dichiarato Takaichi in conferenza stampa dopo la rielezione a primo ministro.

Il risultato elettorale segna una svolta storica: è la prima volta nell’era postbellica che un singolo partito ottiene una super-maggioranza alla Camera bassa. La coalizione di governo resta però minoritaria alla Camera alta, dove per arrivare ai due terzi serviranno nuovi equilibri politici, probabilmente non prima delle elezioni parziali del 2028. Secondo il politologo Masahiro Iwasaki della Nihon University, interpellato dall’agenzia di stampa Kyodo, le forze favorevoli alla revisione “potrebbero potenzialmente raggiungere la soglia dei due terzi” anche nella Camera dei consiglieri, grazie alla possibile collaborazione tra Ldp e partiti nazional-conservatori come Sanseito.