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Washington, 19 feb. (askanews) – “Assolutamente no”: l’Italia non può restare ai margini di questo processo di pace. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo a Washington, dove oggi parteciperà alla prima riunione del Board of Peace.

“Abbiamo visto – ha spiegato Tajani – che Paesi come la Germania, il Regno Unito, la Norvegia e tanti altri Paesi europei partecipano da osservatori a questa riunione” del Board of Peace, “dove si parla del futuro di Gaza. Noi lavoriamo per la pace, non si tratta di stare a favore di uno o contro qualcun altro. Noi lavoriamo esclusivamente per la pace”.

“Prima della riunione – ha aggiunto il ministro degli Esteri – vedrò anche l’Alto rappresentante della ricostruzione che è un mio ex collega al Parlamento europeo, il bulgaro”, Nickolay Mladenov, “e vedremo cosa potremo fare anche noi italiani.

“Pensiamo di preparare un nostro piano finanziario, confermiamo la decisione di inviare i carabinieri per la formazione della polizia gazawa in Giordania e confermiamo la nostra presenza anche a Gerico con i Carabinieri per la formazione della polizia della Cisgiordania e la nostra presenza con i Carabinieri a Rafah. Quindi l’Italia sarà presente alla ricostruzione, perché è vitale la stabilizzazione di quel territorio”.