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17 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:43

“Nel Board of Peace partecipano oltre gli Stati Uniti i principali partner regionali come formalizzato a Washington nei giorni scorsi dal primo ministro Netanyahu, anche Israele”. Così il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, prova a giustificare la partecipazione dell’Italia nel controverso e criticato ’Board of Peace’ come “Paese osservatore” nell’Aula della Camera dei deputati.

A queste parole seguono gli interventi contrari e di protesta dei partiti di opposizioni, uniti nel criticare la scelta del governo Meloni. Segnalano tra l’altro chi c’è nel Board e chi non c’è: l’Autorità Nazionale Palestinese. Presenze – accusano gli esponenti della minoranza – taciute dal vicepresidente del Consiglio, nel corso delle sue comunicazioni in Parlamento. Nella successiva replica, Tajani prova ad elencare i Paesi partecipanti all’organismo creato dal presidente USA Trump, ma le opposizioni protestano e il numero uno di Forza Italia interrompe la lettura dell’elenco.