La storia di Lucy appare come una poesia d’altri tempi, sembra quasi un racconto della mitologia greca: un muso con un trama interrotta, divisa e un cuore spezzato, che attende la sua metà perfetta. Quando abbiamo chiesto a Elisa, presidentessa dell’associazione crotonese 7 Vite, di raccontarci l’inizio di tutto questo, lei ha cominciato con le seguenti parole: “Era una sera d’estate, una di quelle in cui l’aria profuma ancora di caldo, anche dopo il tramonto. I primi giorni di luglio avevano colori morbidi e silenziosi”. Noi siamo qui per trovare il finale da favola, con cui concludere questo romanzo d’amore formato felino.

Ecco come una sola settimana di affidamento può cambiare radicalmente la vita di un cane in rifugio

Un suono mai sentito prima

Gina, volontaria dell’associazione 7 Vite, ha appena concluso il suo solito giro serale: tre colonie feline da accudire e chi si occupa di questo, sa quanto tempo da dedicare occorre, è una sorta di rituale, che può essere svolto solo in alcune fasce orarie e da chi ha la capacità di accogliere con discrezione le necessità di tutti quei gatti che vivono come selvatici, lontano dagli umani, ma che hanno bisogno di un po’ di cibo e qualche attenzione quotidiana. Guarda l’orologio ed è finalmente giunto il momento di tornare a casa, ma un suono leggerissimo, quasi un soffio, interrompe il ticchettio delle lancette che corrono veloci verso il riposo e la fine del giorno. Non un miagolio vero e proprio, ma un verso spezzato, a metà tra un richiamo e un lamento, qualcosa che non si può ignorare, ma Gina è precisa e sa con certezza quanti gatti ci sono in colonia, li ha contati e ricontati e non manca nessuno all’appello. Si ferma e osserva, poi si avvicina a una macchina parcheggiata poco lontano. Si accovaccia a terra, parla piano, chiama quella voce invisibile, ma il cibo è ormai finito, così, per un attimo, pensa di correre a casa, prendere qualcosa e tornare subito, poi la paura: e se nel frattempo scappasse? E se si nascondesse per sempre? Ha capito che quella voce è di un cucciolo, quindi prende il cellulare e fa partire il richiamo di mamma gatta, tecnica infallibile usata da sempre da chi fa volontariato con i felini. E infatti, il colpo va a segno.