Quando si adotta un cane, si accoglie molto più di un corpo che scodinzola. Si prende per mano una storia che non conosciamo, un passato fatto di incroci, paure, forse abbandoni. E a volte, nel tentativo di dare un nome a quell’enigma, si finisce per scoprire che le risposte sono ancora più sorprendenti delle domande. È quello che è accaduto a Lucy, meticcia dallo sguardo attento, adottata nel Regno Unito attraverso un’associazione che si occupa di cani con precedenti di morsicatura. I suoi umani erano convinti che nel suo sangue scorresse almeno un po’ di Welsh Corgi. La realtà, però, ha raccontato tutt’altra storia.
Ventinove razze in un solo cane
Il test del Dna ha restituito un risultato che ha lasciato tutti senza parole: Lucy sarebbe un mosaico genetico composto da ben 29 razze diverse. La percentuale più alta? Un 24% di Chihuahua. A seguire un 7% di Central Asian Ovcharka, potente cane da guardiania dell’Asia centrale. Poi tracce di Russian Toy, Bassotto e Schnauzer nano, ciascuno intorno al 5%. E ancora: Carlino, Beagle, un 1% di Alano e perfino una piccola traccia di lupo. L’incrocio più curioso? Secondo il test, uno dei nonni sarebbe stato un mix tra Ovcharka e Pechinese: un gigante guardiano e un minuscolo cane da compagnia imperiale. Un puzzle genetico che, più che chiarire, ha infittito il mistero.






