PADOVA - Era nell’aria da tempo: il provvedimento sulla Zona rossa è stato prorogato fino al 4 maggio. Fino a quel giorno quindi tutta l’area attorno alla stazione, dove da dicembre sono stati amplificati i controlli delle forze dell'ordine, continuerà ad essere monitorata e controllata. Se, come probabile, nei prossimi venti giorni, dovesse diventare operativo il nuovo decreto sicurezza, il provvedimento decadrebbe lasciando spazio ad una norma che in sostanza dovrebbe chiedere di tenere accesi i riflettori attorno a tutte le stazioni d'Italia. Padova compresa.

LE REGOLE Per adesso si va avanti quindi con le stesse regole applicate finora e decise a dicembre. Così ha deciso ieri il Cosp (comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica) convocato dal prefetto Giuseppe Forlenza, durante il quale sono stati snocciolati i dati e i risultati dei controlli, iniziati ormai un anno fa tra le polemiche politiche e le proteste di associazioni e residenti. «Alla luce di quanto esposto – si legge in una nota ufficiale della Prefettura – il prefetto ha valutato positivamente l’opportunità di proseguire la sperimentazione dell’ordinanza nell’area della stazione, prorogando il provvedimento per ulteriori 2 mesi, fino al 4 maggio 2026, al fine di coprire il periodo delle festività pasquali e dei ponti del 25 aprile e del Primo maggio. Come in precedenza, l’ordinanza si armonizzerà con tutti gli ordinari strumenti di controllo del territorio nonché con tutti i mirati servizi straordinari in città e provincia che vengono pertanto confermati e prorogati fino alla medesima data». L’AREA La zona è la stessa, ma rimane rossa. L’area nel mirino è quella attorno alla stazione, dove tutto era iniziato a febbraio di un anno fa. Fari accesi su tutte le vie attorno al piazzale Ferrovie, da via d’Avanzo, viale Codalunga, via Goldoni, fino a via Annibale da Bassano e via Tommaseo, dove ci sono le cucine popolari (difese dal Vescovo: «Qualcuno mi porti un'alternativa valida. Orgoglioso di quello che viene fatto lì» ha dichiarato al Gazzettino durante una recente intervista). Dalla riunione di ieri del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è emerso quello che negli ultimi giorni era parso a tutti molto chiaro: nonostante la contrarietà del sindaco Sergio Giordani, della sua maggioranza e di una parte della cittadinanza che in autunno si era opposta anche con manifestazioni in strada, la linea Piantedosi continua. E anche lo stesso sindaco ha abbassato i toni. I NUMERI A giustificare la scelta sarebbero i numeri portati ieri alla riunione del Cosp dal questore Marco Odorisio relativi ai controlli in una zona dove ogni giorno transitano fino a 35 mila persone. Tra il 19 dicembre e il 17 febbraio i servizi effettuati dalle forze dell'ordine hanno consentito di controllare complessivamente 8.912 persone e di applicare 8 ordini di allontanamento. Il Questore ha poi emesso 21 provvedimenti, fra avvisi orali, Daspo e Dacur, mentre il Prefetto ha disposto l’espulsione di 11 persone irregolari sul territorio. Ci sono stati anche 8 arresti e a 3 denunce a piede libero per delitti contro la persona, il patrimonio e spaccio di sostanze stupefacenti. Tutto questo però potrebbe durare fino a marzo, quando il decreto legge dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, dando quindi il via ad un altro tipo di approccio più a lungo termine, con aree individuate tra le più critiche dove concentrare i controlli da sei mesi a due anni.