A pochi giorni dalla presentazione, da parte della Commissione, dell’Industrial Action Plan, i componentisti auto europei, riuniti nell’associazione Clepa, mettono nero su bianco le loro richieste su temi come il Made in Europe e il Local Content, rivendicano il loro peso industriale - i fornitori auto sono responsabili del 75% del valore totale di un veicolo - e denunciano una «concorrenza sleale» da parte di player sostenuti da sussidi distorsivi, dumping dei prezzi, sovracapacità sostenute dallo Stato e da tariffe unilaterali.
«Scegliamo la sovranità invece della dipendenza. Scegliamo i valori europei» scrive Clepa, con la firma del presidente Matthias Zink e dei vicepresidenti Iñigo Laskurain, Jean-Luc di Paola Galloni e Marco Stella (Anfia). L’associazione sostiene con forza l’orientamento che sta emergendo in seno alla Commissione europea di “ancorare” incentivi, sostegni, appalti pubblici e sistema di crediti per la CO2 ad una serie di condizioni, a iniziare dalla presenza, a bordo delle vetture, di una quota di componenti realizzati in Europa. «Per l’industria automobilistica europea, la definizione di un “veicolo europeo” sarà il fattore decisivo» scrive Clepa, che ipotizza una percentuale del 75% a fronte dell’ipotesi di una soglia al 70% a cui sta lavorando la Commissione.








