Dieci anni fa i medici gli avevano dato meno del 20% di possibilità di sopravvivere. Ha avuto bisogno di tre operazioni al cervello. Aveva 13 anni. Aveva battuto la testa e si era fratturato il cranio.
Quando Jake Canter si risvegliò da un coma di sei giorni, con gli occhi strabici, dovette reimparare a camminare e a parlare, il tredicenne chiese alla mamma: “Davvero sono vivo?”. I medici erano increduli. Un incidente assurdo in un parco di trampolini in Colorado e gli provocò la frattura in quattro punti.
E la risposta è stata: sì.
Alla seconda domanda la mamma era più perplessa: “Quando potrò tornare a fare snowboard?”. I medici gli avevano detto: meglio di no.
Pochi mesi dopo le condizioni peggiorano. Il liquido spinale era fuoriuscito dalle fratture e aveva causato una meningite batterica. Un altro coma.








