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18 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:46
Vetrine prese a sassate, pittura rossa sui muri e raid vandalici. Fino a un finto allarme bomba che ha fatto evacuare la sede de la France Insoumise a Parigi. Sono ore di grande tensione in Francia dopo l’uccisione del militante di estrema destra Quentin Deranque e, mentre le indagini sono ancora in corso, gli Insoumis di Jean-Luc Mélenchon affrontano un vero e proprio linciaggio collettivo. Attacchi sui territori, contro i luoghi di rappresentanza del partito, ma anche dentro l’Assemblea nazionale dove, nelle scorse ore, parlamentari di destra e sinistra hanno fatto il processo agli eletti. A incendiare le polemiche il fatto che, tra gli undici fermati, ci siano due assistenti del deputato Lfi Rapahael Arnault. “È ora di fare le pulizie tra i loro”, ha dichiarato la portavoce del governo. Un clima di tensione estrema che travolge la sinistra a meno di un mese dalle elezioni Municipali e a poco più di un anno dalle Presidenziali. Una vera e propria bomba, questa sì, per l’asse che dovrebbe sfidare Marine Le Pen e i suoi.
La rivendicazione è arrivata alle forze di polizia con una mail che ha pubblicato in esclusiva il giornale online Blast-Info: “Vi uccido tutti, la bomba l’ho messa di notte così non la troverete”. Il luogo sotto attacco: la sede de la France Insoumise a Parigi. Era tutto falso, ma per appurarlo è stata necessaria l’evacuazione di tutti i locali e alcune ore di appresione. “Voglio dire alla classe politica che queste accuse hanno delle conseguenze concrete”, ha dichiarato il deputato Manuel Bompard. Vi chiedo di fermare la strumentalizzazione del dramma avvenuto a Lione e sul quale la France Insoumise non ha alcuna responsabilità”. Sono decine le denunce che arrivano dai parlamentari Lfi ed eletti locali di minacce e intimidazioni ricevute in queste ore. Un clima aggravato dalla campagna elettorale in corso sui territori.













