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18 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:21

Mentre da giorni si festeggiano le medaglie italiane nelle discipline dello sci a Milano-Cortina, arriva una buona notizia per una giovane promessa. Per la prima volta in Italia è stata rilasciata l’idoneità allo sci alpino agonistico a un atleta portatore di defibrillatore. La certificazione è stato adottata a Padova e riguarda una promessa dello sci nazionale affetta da Sindrome di Brugada, una patologia cardiaca rara e potenzialmente letale. A seguire il caso è stata l’équipe dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, coordinata dal professor Domenico Corrado, direttore della UOC Cardiologia 1, insieme al professor Federico Migliore (UOS Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione) e alla professoressa Cristina Basso, direttrice della UOC Patologia Cardiovascolare.

“La Sindrome di Brugada è una malattia elettrica delle cellule cardiache che predispone ad arresto cardiaco – spiega Corrado – L’attività sportiva era controindicata sia per lo stimolo alla progressione della patologia miocardica a causa dello stress meccanico e per il sovraccarico emodinamico, sia perché fattore scatenante di aritmie ventricolari maligne, sia per il potenziale danno del dispositivo da traumatismo”. Una condizione che, tradizionalmente, porta a escludere l’attività agonistica per il rischio legato allo sforzo fisico e alla possibilità di aritmie pericolose. Tuttavia, come precisa lo stesso Corrado, “Questa sindrome provoca di solito aritmie non durante lo sport, ma di notte e a riposo”.