VENEZIA/PADOVA - È il primo in Italia ad aver ottenuto il certificato di idoneità per lo sport agonistico dopo aver subito l'impianto di un defibrillatore cardiaco sottocutaneo. Protagonista del primato è un 19enne sciatore che vive nel Veneziano e pratica lo sci alpino a livello agonistico. A seguirlo dal punto di vista medico - è affetto dalla Sindrome di Brugada - è invece una equipe dell'Azienda ospedaliera di Padova.

«La Sindrome di Brugada è una malattia elettrica delle cellule cardiache che predispone all'arresto cardiaco - spiega il direttore della Cardiologia 1 dell'Azienda ospedale-università di Padova, Domenico Corrado - L'attività sportiva era controindicata, sia per lo stimolo alla progressione della patologia miocardica a causa dello stress meccanico e per il sovraccarico emodinamico, sia perché fattore scatenante di aritmie ventricolari maligne, sia per il potenziale danno del dispositivo da traumatismo. Questa sindrome provoca di solito aritmie non durante lo sport, ma di notte e a riposo. Abbiamo usato la telemetria per monitorare l'attività cardiaca sia durante il riposo che durante la discesa su neve e abbiamo deciso che l'atleta, previo utilizzo di un corpetto che difende il defibrillatore da eventuali urti, può gareggiare. E sta anche vincendo numerose gare».