Per quanto alle partite di curling capiti spesso di sentire urla, alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina lo sport è stato teatro di un episodio decisamente insolito.
Venerdì scorso, durante un match tra Canada e Svezia vinto 8-6 dai nordamericani, è scoppiato un diverbio tra i third delle due squadre (se nonostante la scorpacciata olimpica di questi giorni faticate ancora a districarvi tra i termini tecnici del curling, qui trovate il glossario ufficiale di Milano Cortina 2026 e qui un breve video che spiega come funziona lo sport). Verso la fine dell'incontro, all'apice di una discussione su una regola minore, lo svedese Oskar Eriksson ha accusato in modo passivo-aggressivo il vice-skip canadese Marc Kennedy di aver barato. Kennedy ha prontamente replicato che non gliene fregava niente e ha mandato due volte al diavolo l'avversario, per usare un eufemismo.
Nel giro di poche ore l'episodio è stato ripreso da quasi tutti i principali organi di informazione ed è esploso sui social, dove ovviamente è spuntata all'improvviso un'orda di sedicenti esperti di uno sport scozzese vecchio di 500 anni. Prima che il fine settimana fosse concluso, tutti o quasi avevano un'opinione strutturata sulla possibilità che Kennedy avesse toccato o meno la stone dopo averla lanciata, violando le regole. E i pochi ancora senza un parere sul caso avevano comunque pronto un meme da sfoderare. Ma avevano torto quasi tutti.








