Nonostante le severe sanzioni imposte da Unione Europea, Stati Uniti e altri Paesi occidentali dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, decine di migliaia di automobili di marchi stranieri continuano ad arrivare sul mercato russo.

Il canale principale di questo flusso parallelo è la Cina, diventata un vero e proprio hub per l’elusione delle restrizioni.

I numeri del traffico di auto

Secondo un’indagine basata sui dati di immatricolazione elaborati dalla società russa Autostat e su interviste a operatori del settore, nel 2025 sono stati registrati in Russia circa 130.000 veicoli prodotti da case automobilistiche di Paesi che hanno aderito alle sanzioni (soprattutto europee, giapponesi e sudcoreane). Quasi la metà di questi – intorno al 47-50% – è stata fabbricata in Cina o comunque transitata attraverso il Paese asiatico prima di raggiungere il mercato russo.

Come funziona l’import