Postare sui social oltre la morte. Postare per sempre. Meta sta esplorando nuove frontiere nell'intelligenza artificiale generativa che potrebbero portare alla creazione di "cloni digitali" di utenti social. Cloni in grado di interagire con amici e follower anche dopo la loro morte, su Facebook, Instagram e Whatsapp. O durante lunghi periodi di assenza dalla piattaforma.

Un brevetto concesso al colosso tecnologico statunitense alla fine di dicembre, la società guidata da Mark Zuckerberg ha delineato un sistema in cui modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) vengono addestrati su dati specifici dell'utente. Si allenano sullo storico di like, di commenti, di post condivisi e contenuti pubblicati per simulare il loro comportamento online.

Il documento - rivelato da Business Insider - racconta che la tecnologia potrebbe essere impiegata per mantenere attiva la presenza sociale di un individuo durante una "pausa" dai social media o, in modo più controverso, per generare risposte automatizzate nel caso in cui l'utente sia deceduto.

Implicazioni etiche (e commerciali) enormi

Nonostante la concessione del brevetto, un portavoce di Meta ha precisato che l'azienda non ha piani immediati per implementare tale funzionalità. Viene spiegato che il deposito di brevetti serve spesso a proteggere concetti tecnologici senza che questi si trasformino necessariamente in prodotti finiti.