“Wow!”, e il pollice alzato verso l’alto. E’ la reazione di Elon Musk, nel corso della cerimonia d’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, quando il neo-Presidente annuncia “l’America pianterà la bandiera su Marte”. Reazione naturale da parte di chi da anni sta cercando di fare del sogno marziano una realtà. Che realisticamente pare ancora lontana. Lo sbarco umano su Marte, attualmente, è previsto tra il 2035 e il 2040, ma rimane un ambizioso e complesso progetto che, di fatto, ancora non esiste, pur essendo parte della visione futura del Programma Artemis.

Il Pianeta Rosso, d’altra parte, non ha la distanza della Luna: da 384mila chilometri a una distanza che varia da 75 a 350 milioni di chilometri. La complessità di questa missione copre innumerevoli elementi che la rendono ben diversa e decisamente più complicata, se paragonata alle missioni del programma Apollo e al nuovo Artemis lunare. Al dì la degli aspetti tecnologici, quali la progettazione e la costruzione dei sistemi e dei veicoli, notevole importanza rivestono anche quelli umani della missione, ricordando che, a titolo di esempio, il solo viaggio di andata durerebbe mediamente 8 mesi e un’intera missione non meno di 2 anni.