Tre bambini separati dai genitori da oltre tre mesi in una struttura protetta. La madre crolla ai test psicologici, mentre la difesa chiede al tribunale il loro ritorno a casa.

Nel corso dell’ultimo incontro all’Aquila, venerdì scorso, con la consulente tecnica del tribunale, Catherine non è riuscita a completare i test psicologici (Mmpi) che comprendevano 570 quesiti. Si tratta di strumenti utilizzati per valutare la personalità e l’eventuale presenza di psicopatologie. La donna era preoccupata per i figli, che soffrono quando lei si allontana dalla struttura di Vasto dove è ospitata insieme ai bambini.

I test, inizialmente previsti in forma più ampia, sono stati ritenuti eccessivi rispetto allo stato emotivo della madre e quindi suddivisi in più momenti. «Le condizioni psicologiche sono state valutate incompatibili con l’ampia batteria di test a cui Catherine si sottoporrà in momenti diversi – afferma Martina Aiello, consulente di parte –. Catherine manifesta in ogni incontro la grave preoccupazione per il malessere dei bambini. All’interno della struttura i bambini non hanno una figura di riferimento capace di contenere il loro livello di angoscia».

Tra le carte depositate al Tribunale per i minorenni dell'Aquila c’è una lettera firmata da un’insegnante di scuola primaria, allegata alla memoria con cui gli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella chiedono la revoca dell’ordinanza di allontanamento dei minori e l’immediato ricongiungimento della famiglia del bosco.