Cominciamo questo articolo con due notizie di attualità, per poi però introdurre una riflessione più generale sullo stato dell’arte della crescita nelle economie più avanzate. Prima notizia: come anticipato dal Messaggero, anche l’Ocse («Growth and economic well-being» 10 febbraio 2025) conferma che in questo momento l’Italia è l’unico Paese del G7 in cui il reddito lordo reale delle famiglie (detto altrimenti potere d’acquisto) sta crescendo significativamente: più 1,7 per cento nel terzo trimestre 2025 rispetto al trimestre precedente, secondo i dati destagionalizzati. Tutti gli altri Paesi (mancano i numeri del Giappone) stanno addirittura arretrando o sono quasi fermi: Stati Uniti e Canada entrambi -0,1 per cento; Francia -0,3 per cento; Regno Unito -0,8 per cento; Germania +0,5 per cento. Il confronto appare perfino più scioccante se si considera la variazione reale tendenziale del reddito famigliare su base annua, cioè rispetto al terzo trimestre 2024: Italia +3,1 per cento; Stati Uniti +1 per cento; Germania +0,2 per cento; Canada +0,1 per cento; Gran Bretagna e Francia entrambe -0,4 per cento.
L’Ocse spiega che l’aumento del potere d’acquisto in Italia «è guidato dall’aumento delle retribuzioni degli occupati e dei redditi immobiliari». È vero che gran parte di questa crescita del reddito famigliare italiana si sta dirottando attualmente soprattutto a ricostituire i risparmi, ma una fetta importante va anche nei consumi, che in questa fase stanno sostenendo il Pil assieme agli investimenti.







