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La banca d'affari pronta a eliminare i parametri demografici nella scelta dei consiglieri. Accordo con un’ong conservatrice: “Rischio discriminazione"
A Wall Street tira un’aria diversa. E non è solo questione di tassi o di trimestrali. Stavolta al centro c’è la parola che negli ultimi anni ha dominato boardroom e comunicati stampa: la diversità. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Goldman Sachs sarebbe pronta a cancellare dai propri criteri di selezione per il consiglio di amministrazione ogni riferimento a razza, identità di genere, etnia e orientamento sessuale. Una svolta che segna un cambio di passo netto rispetto alla stagione delle politiche identitarie abbracciate con convinzione dal mondo finanziario americano.
Fino ad oggi il comitato di governance della banca individuava i candidati sulla base di quattro pilastri. Tra questi una nozione ampia di diversità: non soltanto punti di vista differenti e percorsi professionali eterogenei, ma anche il servizio militare e “altre caratteristiche demografiche”. È proprio quest’ultima formula a finire sotto la scure della revisione.






