Negare tutto, negare sempre. È la linea dell’Anm, che affida la difesa all’avvocato Enrico Grosso, presidente onorario del comitato referendario “Giusto dire No” e professore ordinario di Diritto costituzionale dell’Università Torino.

Le toghe sono all’angolo, cosa nascondono? Dopo l’interrogazione parlamentare di Enrico Costa (FI), che parla di possibile “forma di finanziamento indiretto all’Anm”, il ministero della Giustizia ha scritto a Cesare Parodi invitando – per “opportunità” – a pubblicare “nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal comitato Giusto dire No da parte di privati cittadini”.

ANM, SOLDI E FINANZIATORI OCCULTI? LA LETTERA CHE FA IMPAZZIRE IL PD

La trasparenza prima di tutto. Per questo il ministero della Giustizia, attraverso il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi...

Come racconta Il Foglio, la risposta è un muro di gomma. Grosso liquida tutto come una “bufala che nasce dalla malafede, perché il Comitato è un soggetto giuridico del tutto separato e autonomo dall’Anm”. Peccato che, per smentire le bugie del prof. avv. Grosso, basti leggere statuto e sito dell’Anm per scoprire che la realtà va in direzione opposta. Il Comitato, infatti, nasce su mandato dell’assemblea dell’Anm.