Misterioso attentato intimidatorio nella notte tra lunedì 16 e martedì 17 febbraio ai danni dell’ex consigliere regionale, Mario Romano. Ignoti hanno piazzato e subito dopo fatto esplodere una bomba davanti allo studio - all'interno dell'abitazione - del politico, alla periferia di Matino lungo la provinciale 55 per Taviano. Il boato è stato avvertito poco dopo l’1. Da una prima ricostruzione, chi è entrato in azione lo ha fatto in modo certosino, studiando nei minimi dettagli il piano.

I malviventi, infatti, avrebbero scavalcato il muro di cinta della villa per poi piazzare la bomba davanti alla porta in legno dello studio di Romano. La potente deflagrazione ha divelto il portone e danneggiato gli ambienti interni. Fortunatamente non si registrano feriti e la conta dei danni non è stata ancora eseguita. In breve, sul posto, sono arrivati i militari della stazione di Matino insieme ai colleghi della compagnia di Casarano e agli artificieri che hanno recuperato i residui della bomba per poi analizzarli in laboratorio.

L’obiettivo dell’attentato ha rappresentato per decenni una figura di spicco della politica salentina Settantacinque anni, la sua carriera è iniziata nel 1969 nelle file della Democrazia Cristiana, esperienza che lo ha portato prima all’elezione in consiglio comunale a Matino, poi a ricoprire il ruolo di assessore dal 1980 al 1985 e di vicesindaco fino al 1990, rimanendo consigliere comunale fino al 1993. Alle regionali del 2015 si é candidato nella lista “Popolari” per la circoscrizione di Lecce, risultando primo dei non eletti. É entrato in consiglio regionale nel novembre 2017, dopo la surroga del consigliere Totò Negro. Alle spalle ha anche una carriera da dirigente regionale.