PADOVA - Da docente di Letteratura italiana all'Università di Padova a scrittrice, passando per l'esperienza di traduttrice. Volendo sintetizzare in una riga chi è Antonia Arslan, si potrebbe dire questo. Ma, in realtà, Antonia Arslan è soprattutto una donna curiosa, energica e capace di cogliere insegnamento da tutti gli accadimenti della vita.

Nota al grande pubblico per il romanzo "La masseria delle allodole", pubblicato da Rizzoli nel 2004, Arslan è nata a Padova nel 1938. La scrittrice ricorda che, bambina, camminava spesso per le vie del centro insieme al nonno paterno, che le raccontava la storia dei luoghi e della città. Un giorno le disse, agitando il bastone e indicando i palazzi di una via del centro storico: «Questa, ricordati, è la tua città. Devi amarla». Ma l'Antonia bambina preferiva la casa in provincia di Belluno, dove vivevano gli altri nonni, un luogo che sentiva più libero e a contatto con la natura.

E oggi, che rapporto ha con Padova?

«Aveva ragione mio nonno. Ho imparato ad amare questa città. È meraviglioso andare in giro in bicicletta per le sue vie piene di glicini».

Lei ha scritto a lungo saggi e studi letterari. Come è arrivata alla scrittura narrativa?