Peperoni alla bagna cauda, tajarin e agnolotti fatti in casa, manzo brasato al Barolo servito con polenta, pere al vino rosso alla piemontese, panna cotta e torta di nocciole. Barolo, Barbaresco, Gattinara e Dolcetto al bicchiere. Barbetta è, ancora per pochi giorni, un angolo di Piemonte a New York City, nel cuore del Theatre District. Centoventi anni di storia per il ristorante italo-piemontese più longevo della Grande Mela e una data: 27 febbraio, ultimo giorno di servizio. “Con il cuore pesante vi annunciamo che, in seguito alla scomparsa della Sig.ra Laura Maioglio, Barbetta chiuderà il suo straordinario viaggio”.
Si conclude così l’epopea culinaria di una famiglia che per dodici decenni ha portato alta la bandiera della cucina piemontese, e poi italiana, a New York. Non solo è stato per lungo tempo il più antico ristorante italiano ancora in attività, Barbetta è sempre stato guidato dalla stessa famiglia, dai discendenti del fondatore. Era il 1906 quando Sebastiano Maioglio, immigrato negli States da Fubine Monferrato, apriva il suo ristorante nella Grande Mela. Piatti di casa, conditi dalla nostalgia, i sapori dei giorni di festa portati oltreoceano. Anni di duro lavoro ai fornelli e anni di impegno per integrarsi in una città che cresceva a ritmi frenetici, due guerre mondiali e la consapevolezza di aver trovato casa dall’altra parte del mondo senza mai tradire nelle ricette i ricordi delle origini. Quando nel 1962 subentra nella gestione e direzione del ristorante Laura Maioglio, figlia del fondatore, il ristorante aveva già consolidato la sua fama in città.






