ROMA Ha messo ko ospedali e operatori sanitari americani con attacchi informatici reiterati, in cui chiedeva - insieme alla sua banda di hackers - riscatti da milioni di dollari per non diffondere le fotografie riservate dei pazienti e le malattie di cui erano affetti. Roman Khlynovskiy, cittadino kazako di 42 anni, è stato arrestato lo scorso 30 luglio a Rimini, mentre soggiornava in un resort a 4 stelle, sulla base di un mandato di cattura internazionale spiccato due giorni prima dal Tribunale degli Stati Uniti per il distretto est del Tennessee con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica, al furto d'identità, al riciclaggio di denaro, estorsione informatica e minacce di divulgazione di immagini intime non consensuali.

La moglie dell’hacker ha lanciato un appello al ministro della Giustizia Carlo Nordio affinché non conceda agli Usa l’estradizione: «Le sue competenze, se impiegate in un quadro legale e trasparente, potrebbero contribuire a una migliore comprensione e prevenzione di fenomeni tecnologici complessi, legati alla cybersicurezza, alla protezione delle infrastrutture e agli interessi nazionali».

L'indagine condotta dall'Fbi ha scoperto che Khlynovskiy - con residenza permanente negli Emirati Arabi, in Spagna e Ucraina - faceva parte dell’“8-Digits Team”, un’organizzazione criminale che si fa chiamare così perché non accetta pagamenti di riscatto inferiori a otto cifre e ha messo a segno raid pirata di notevole portata da ottobre 2021 a luglio 2025. Utilizzando l'identità rubata e le credenziali di accesso di un dipendente dell'ospedale del Kentucky, l’organizzazione si è infiltrata nei sistemi informatici di una società di software statunitense, accendendo ai dati relativi a oltre 100 ospedali e fornitori di assistenza sanitaria e a 70 milioni di cartelle cliniche.