La Corte di appello di Bologna ha disposto l'estradizione negli Stati Uniti per il 42enne kazako Roman Khlynovsky, arrestato il 31 luglio a Riccione dove si trovava in vacanza con la famiglia, considerato dalla Fbi un pericoloso hacker e accusato dal tribunale federale del Tennessee, tra l'altro, di associazione a delinquere diretta a commettere frodi informatiche e telematiche, estorsione informatica, riciclaggio.

Khlynovskiy, in carcere, difeso nella procedura italiana dagli avvocati Luca Montebelli e Sonia Giulianelli, è stato rinviato a giudizio dal gran giurì del distretto Est del Tennessee.

Il mandato di cattura internazionale era stato eseguito dalla Polizia Postale di Rimini.

Le accuse riguardano presunti ricatti che l'hacker, residente a Kiev e imprenditore nel settore tecnologico, avrebbe fatto insieme ad alcuni complici ad ospedali in Nord America, dopo essere entrato in possesso di dati sensibili e immagini private di pazienti, in alcuni casi anche personaggi noti.

I giudici bolognesi non hanno accolto le argomentazioni della difesa, in particolare ritenendo esaustive le informazioni giunte sulle condizioni delle carceri statunitensi e affermando che non ci sarebbe il rischio, una volta estradato, che venga processato per spionaggio, reato che può portare alla pena di morte.