«Di fronte all’attuale situazione geopolitica», un euro più autonomo e smarcato dal dollaro «può essere un pilastro importante della nostra strategia di riduzione del rischio e di ricerca di stabilità e sicurezza economica e finanziaria». Il dossier sul rafforzamento della moneta unica, come ha sintetizzato a sera il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis, ha fatto tappa a Bruxelles, principale punto all’ordine del giorno dell’Eurogruppo subito dopo la mossa con cui, nel fine settimana, la presidente della Bce Christine Lagarde ha annunciato dalla Conferenza sulla sicurezza di Monaco l’intenzione di ampliare e rendere permanente il sistema Eurep, cioè le linee di credito che offrono liquidità in euro alle altre Banche centrali del pianeta.
Si tratta di un tassello chiave della tela di un’Ue che ha inserito il turbo nella conclusione di accordi di libero scambio con il resto del mondo, dai sudamericani del Mercosur all’India. E non è un caso che ieri a Bruxelles ci fosse pure il ministro delle Finanze del Canada François-Philippe Champagne, esponente di un Paese al lavoro per ampliare il fronte comune delle medie potenze occidentali nel nuovo assetto post-americano.
Il salto di qualità della moneta unica può, ad esempio, «ridurre i costi di finanziamento e proteggere importatori ed esportatori dell'Ue dalle fluttuazioni del tasso di cambio», ha ricordato Dombrovskis, ma anche rappresentare minori costi di transazione per le aziende dei Paesi partner che fatturano in euro, aggirando triangolazioni valutarie che spesso si basano sul dollaro.







