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Cade l’accusa di riciclaggio di "Report" e del "Fatto". Il legale: "Soltanto fango"

Partiamo dal fatto perché il fatto è eclatante. Anche se il fatto non piacerà al Fatto Quotidiano e a Report, che pure dell'aderenza ai fatti e alle prove si vantano sempre quando costruiscono teoremi. Vittorio Sgarbi è stato assolto dal giudice dell'udienza preliminare, in giudizio con il rito abbreviato, a Reggio Emilia per quello che le due testate sopra citate avevano trasformato, a partire da novembre 2024, nel caso «Rimetta a posto la candela». Il critico era accusato di riciclaggio in relazione al caso del quadro di Rutilio Manetti, La cattura di San Pietro. La Procura di Reggio Emilia, con a capo il procuratore Gaetano Calogero Paci, aveva chiesto per il critico d'arte e firma del nostro quotidiano, tre anni e quattro mesi di reclusione. L'opera, secondo l'accusa, era stata sottratta nel castello di Buriasco (Torino) nel febbraio 2013, ed era riapparsa nel 2021 a Lucca, come inedita di Manetti e di proprietà di Sgarbi, all'interno della mostra I pittori della luce, curata e ideata dal critico. Sgarbi, all'inizio, era stato imputato anche per contraffazione e autoriciclaggio di beni culturali, ma i due capi d'accusa erano già stati archiviati ed era rimasto solo quello di riciclaggio. Con la sentenza di assoluzione «perché il fatto non costituisce reato» si chiude, almeno in primo grado, uno dei capitoli giudiziari più discussi che hanno coinvolto Sgarbi negli ultimi anni.