Ragazze sull’orlo dell’ipotermia, o svenute per la fame. Umiliate per il peso, traumatizzate e spaventate in nome dell’intrattenimento. Reality Check: la verità su America's Next Top Model, è un processo aperto al famoso reality show di Tyra Banks, un fenomeno pop distribuito e replicato in tutto il mondo. Che, a rivederlo adesso, non era poi così divertente.

Disponibile dal 16 febbraio su Netflix, la docuserie in tre parti ripercorre la storia del longevo e controverso programma tv tra scandali, crisi di nervi e rivalità interne. Nato per avvicinare ragazze normali all’esclusivo mondo dorato della moda, America’s Next Top Model ha finito per mostrarne il volto più crudele fatto di abusi, sfruttamento, razzismo e disturbi alimentari.

La docuserie di Mor Loushy e Daniel Sivan riunisce i volti storici dello show: i giudici Miss J Alexander e Jay Manuel, il fotografo Nigel Barker (imposto dalla produzione come quota etero dello show), il produttore Ken Mok e ovviamente l’anima del programma, la modella e conduttrice Tyra Banks.

Più che una sua creatura, America’s Next Top Model è una sua estensione. La top model voleva aprire uno spiraglio per le “ragazze della porta accanto” che altrimenti non avrebbero potuto accedere all'esclusivo settore della moda. Era ancora l’epoca pre social network e non esistevano le Instagram model: sembra la preistoria, ma era il 2003. Pioniera nera in un settore ostinatamente bianco, Tyra Banks voleva promuovere un’idea di bellezza più accogliente e inclusiva, che scardinasse lo stereotipo della modella “bionda, bianca, scheletrica”. Peccato che con i buoni propositi non si facciano mai buoni ascolti.