Americani e iraniani si incontreranno oggi in un clima di tensione e sfiducia tra le parti. Gli Stati Uniti hanno schierato un consistente dispositivo militare nel Golfo e minacciano un nuovo attacco se la diplomazia dovesse fallire. La Repubblica islamica lotta per la sopravvivenza, anche se entrambe le parti dicono di voler evitare la guerra. Sull’esito dei colloqui peseranno molto le discussioni tecniche sull’uranio, l’arricchimento, le ispezioni.

I negoziati con l’America sul programma nucleare vanno avanti dal 2013, dopo l’accordo del 2015 siglato da Obama e stracciato da Trump non si è più arrivati a un compromesso. A giugno dell’anno scorso fu proprio nel mezzo delle trattative che gli Stati Uniti decisero per la prima volta di bombardare il nemico storico. Ecco quli sono i punti su cui si gioca la trattativa.

Le scorte

Quei 400 kg di uranio sepolti sotto le montagne

Dopo la guerra di giugno, c’è notevole incertezza sul destino di oltre 400 chili di uranio arricchito al 60% che sono stati visionati dagli ispettori dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, l’ultima volta a giugno dell’anno scorso. L’uranio è arricchito al 60%, ben al di sopra della soglia del 3,67% prevista del Jcpoa e al di sotto di quella necessaria (90% di purezza) per costruire una bomba atomica. L’Iran ha sempre sostenuto di non volersi dotare di un’arma nucleare, ma l’Aiea nota che nessun paese che non abbia armi atomiche arricchisce al 60% solo per scopi civili. Alcuni Stati si sono offerti di accogliere le scorte iraniane ma Teheran finora ha rifiutato.