Forse è dai tempi di Marie Kondo e del suo tormentone internazionale sul Magico potere del riordino (pubblicato da noi nel 2014 per Vallardi) che un libro di auto-aiuto scala le classifiche così rapidamente, e ci resta. In America è un best seller da tempo, dopo che l’autrice, Mel Robbins, aveva anticipato le sue teorie in un breve video che in pochi giorni aveva avuto milioni di visualizzazioni. Anche da noi, pubblicato più d’un anno fa da Newton Compton, ha superato quota 100 mila copie, continuando a occhieggiare se non proprio in vetta, sempre fra i primi della cosiddetta «varia».
Titolo, ma lo avrete già quantomeno sentito nominare, La teoria di lasciare andare. Argomento: non si cerchi di cambiare le persone con cui siamo in rapporto, tantomeno di migliorarle – almeno ai nostro occhi e secondo le nostre attese – di chiedere loro di essere diverse da quel che sono. Let them, lasciale andare, lascia perdere è il mantra dell’originale.
E’ curioso come in parallelo esista con altrettanto successo un’app molto nota fra i giovani, To good to go, per acquistare a un prezzo simbolico cibo che negozi o alberghi, benché ancora buonissimo, a fine giornata finirebbero col buttare. Troppo buono per lasciar andare. E’ il principio esattamente opposto, se usciamo dall’ambito alimentare e andiamo su quello psicologico, ed è inutile chiedersi quale delle due filosofie di vita sia alla fin fine preferibile (entrambe valgono quel che valgono).






