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Ultimo aggiornamento: 20:45
Reclutare cittadini europei “economicamente vulnerabili” per compiere atti di violenza nei Paesi della Nato. Sarebbe questo, secondo il Financial Times, il nuovo compito affidato dal Cremlino a reclutatori e propagandisti legati in passato alla compagnia Wagner. Il quotidiano economico, citando funzionari dell’intelligence occidentale, riferisce che Mosca avrebbe scelto uomini già specializzati nel convincere giovani dell’entroterra russo a combattere in Ucraina, riorientandone l’attività verso il cuore dell’Europa. Lo status del gruppo resta incerto dopo la ribellione fallita del giugno 2023 contro i vertici dell’esercito russo e la successiva morte del fondatore Yevgeny Prigozhin. Elementi che avevano fatto parte di Wagner o della “fabbrica dei troll” di San Pietroburgo, già impiegati per il reclutamento nelle regioni più povere della Russia, starebbero ora individuando migranti, disoccupati e persone appartenenti a fasce deboli delle società europee, disponibili ad azioni di sabotaggio, ricognizione, vandalismo e violenza in cambio di denaro. Secondo fonti dell’intelligence europea citate dal giornale, sarebbero già 145 gli incidenti riconducibili a una campagna ibrida russa contro l’Occidente.







