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Mosca sfrutta reti digitali e promesse di lavoro per reclutare mercenari dall’Asia, tra inganno e denaro facile. Ecco che cosa sta succedendo

Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, la Russia ha intensificato il reclutamento di combattenti stranieri provenienti dal Sud-est asiatico, sfruttando reti complesse che combinano social media, agenzie di collocamento e promesse di lavoro all’estero. Casi recenti hanno portato alla luce percorsi drammatici. C’è chi è stato inviato sul fronte con una settimana di addestramento e senza conoscenze linguistiche e che è rimasto ucciso dopo essere stato abbandonato ferito sul campo. E chi è stato ingannato da offerte di lavoro apparentemente legale con stipendi elevati e la prospettiva di raggiungere l’Europa. Altri ancora parlano di retribuzioni in rubli molto più alte rispetto a quelle ottenibili nei loro Paesi di origine. Ecco, episodi del genere rivelano due facce della stessa strategia di Mosca.