|I test prima del debutto
La storica azienda italiana metterà alla frusta le mescole per la prossima stagione e si dice pronta a prolungare l’accordo di fornitura esclusiva, oltre a puntare sulla MotoGp
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Il lungo programma di test in vista del debutto della nuova stagione di Formula 1, che prenderà il via a Melbourne il prossimo 8 marzo, si concluderà questa settimana con la seconda tre giorni sul circuito di Sakhir. Mentre l’attenzione di tutti è puntata sulle nuove power unit e sui riscontri cronometrici delle varie squadre, Pirelli si prepara a testare per la prima volta tutte e cinque le mescole da asciutto preparate per rispondere al nuovo regolamento della categoria regina dell’automobilismo. Un impegno importante per l’azienda italiana che avrebbe deciso di continuare ad investire sulla Formula 1, estendendo fino al 2028 il contratto di fornitura esclusiva. Se la F1 è il fiore all’occhiello di Pirelli, ci sarà anche spazio per le due ruote: dal 2027, infatti, anche la MotoGp monterà esclusivamente pneumatici della casa italiana, sempre più sinonimo di gomme ad alte prestazioni.Buoni riscontri in pistaMagari i tifosi della Formula 1 non se ne saranno accorti, ma i tanti cambiamenti al regolamento di quest’anno sono stati una sfida importante non solo per le scuderie ma anche per la storica casa milanese. L’attenzione degli esperti si è concentrata sulla complicata gestione della componente elettrica, le proteste di Max Verstappen e Fernando Alonso per il nuovo formato della competizione ma ci sono stati riscontri importanti anche dalle coperture portate in Bahrain dalla Pirelli. Dopo aver passato mesi a lavorare solo sulle simulazioni, le nuove gomme a basso profilo sul terreno sono state messe alla frusta dalle scuderie, fornendo una mole importante di dati agli esperti della casa. A giudicare dai riscontri delle varie vetture, la Pirelli è riuscita a mettere a disposizione pneumatici in grado di fornire una stabilità di rendimento sufficiente nonostante le modifiche imposte dal regolamento. Un risultato non affatto scontato che avrebbe convinto la dirigenza dell’azienda italiana a raddoppiare gli sforzi per il futuro, negoziando l'estensione della partnership con la Formula 1 fino al 2028. La scelta per la ditta della Bicocca è strategica e va di pari passo con l’aumento delle risorse destinate alla MotoGp, visto che dall’anno prossimo Pirelli fornirà pneumatici anche alla classe regina, oltre che a Moto2 e Moto3. Durante il fine settimana si è potuto raccogliere le indicazioni provenienti dai vari box, che hanno riscontrato una buona resistenza meccanica delle gomme ed un degrado in linea con le previsioni. Considerato quanto sia complicato trovare un compromesso accettabile tra prestazioni e resistenza, il comportamento delle coperture italiane in fase di riscaldamento sarebbe stato soddisfacente. L’incognita delle soft C5L’analisi delle gomme usate dalle varie scuderie durante le prove a Sakhir, con temperature più importanti rispetto al freddo Montmelò, ha riscontrato come buona parte dei problemi riscontrati sia dovuta alla poca familiarità dei piloti con le nuove monoposto. Ci sono stati degli spiattellamenti al termine delle sessioni ma sarebbero dovuti al fatto che i piloti stanno ancora imparando come gestire la batteria e, quindi, esagerano un po’ in frenata. Ancora più complicato da gestire è il fatto che l’aumento della componente elettrica delle nuove power unit renda l’erogazione in uscita di curva molto più brusca rispetto al passato. La cosa non sarebbe un problema in caso di assetto perfetto ma in Bahrain si è visto come le perdite di trazioni abbiano fatto aumentare molto la temperatura superficiale delle gomme.












