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Rivalutazione dell’1,4% e nuove fasce Isee. Da marzo, invece, parte il ricalcolo con l’Isee 2026 e gli arretrati per chi aggiorna la DSU entro il 30 giugno
Il 2026 si apre con una piccola ma concreta boccata d’ossigeno per chi riceve l’Assegno Unico Universale: da febbraio scatta l’adeguamento annuale degli importi legato all’inflazione pari all’1,4%, come comunicato dall’INPS. Non si tratta di un intervento straordinario, ma di un aggiornamento che entra nei meccanismi ordinari della prestazione e che, di conseguenza, incide sugli importi mensili e sulle fasce di riferimento. Il punto, come spesso accade con le misure “di sistema”, è che l’effetto non arriva in un’unica soluzione: tra rivalutazione e conguagli, l’aumento si distribuisce in più passaggi e può risultare meno immediato di quanto si immagini leggendo la percentuale.
Per la mensilità di febbraio, i pagamenti sono previsti nella finestra tra il 19 e il 20 del mese. È in quelle date che la rivalutazione dovrebbe riflettersi per la prima volta sugli accrediti. Gli adeguamenti relativi a gennaio, però, non vengono liquidati insieme alla mensilità di febbraio: saranno corrisposti a partire da marzo. Il risultato è un calendario a due tempi che può rendere meno lineare il confronto tra un mese e l’altro. La cifra in arrivo a febbraio fotografa l’assegno aggiornato, mentre il recupero del mese precedente segue una strada diversa e arriva più avanti.







