Il mercato del fuori casa italiano vale oltre 100 miliardi di euro di fatturato, contando su 382mila punti vendita tra bar, ristoranti e hotel e dà lavoro a 1,5 milioni di persone, con una prevalenza femminile che tocca il 55%.

E' quanto è emerso all'International Horeca Meeting di Rimini, dove Italgrob, la Federazione italiana dei distributori, ha fotografato un settore che si trova ad un bivio.

Da un lato numeri da capogiro, dall'altro il peso di inflazione e di nuove abitudini di consumo.

Nonostante la solidità occupazionale, infatti, il 2025 ha mostrato segnali di allarme: il traffico nei locali è calato dello 0,8%, mentre l'aumento del giro d'affari è dovuto alla crescita media del 3%, il doppio rispetto all'inflazione media nazionale. Avanzano poi nuove tendenze caratterizzate dal Low Alcol e dalla GenZ. Il consumatore, infatti, sta cambiando pelle, guidato dalla ricerca del risparmio. Se l'alcol cala del 7%, esplodono i prodotti low e no-alcohol (+13%) e il consumo di acqua del rubinetto (+5%). Tengono bene il delivery fino a +12% e mentre volano i format per i giovanissimi, dal 9,4% al 15,6% in nove anni, la ristorazione veloce e commerciale traina la timida ripresa prevista per il 2026.