Segnali di affanno sul fronte dei consumi fuori casa. Nel 2025 il traffico nei locali ha visto un -0,8% sull’anno precedente mentre il giro d’affari a valore vede una crescita legata unicamente agli aumenti medi (+3%) dei prezzi. Il calo degli ingressi nei pubblici esercizi è male che accomuna i principali mercati d’Europa. Secondo una recente indagine di Circana, nei mercati Ho.Re.Ca. di Italia, Francia, Germania, Spagna, UK la spesa cresce a 309 miliardi di euro, ma le visite crollano del 10% rispetto al pre-pandemia. Il comportamento dei consumatori è guidato da un chiaro trading down: riduzione dei prodotti acquistati (-0,7%), spostamento verso segmenti più economici (-1,1%) e attenzione ossessiva al rapporto qualità-prezzo. Tanti campanelli d’allarme in parte dovuta alla perdita di potere d’acquisto sebbene non manchino segnali positivi. Il delivery traina le vendite di prodotti facilmente consegnabili a casa come la pizza e il sushi che registrano un +12%. Emergono nuove abitudini, con il dining in forte crescita (dal 9,4% al 15,6% in nove anni). Bene la ristorazione commerciale in catena grazie a un’offerta qualità-prezzo più centrata, con format che coinvolgono nuovi consumatori (GenZ). Questa la fotografia sul mondo dei consumi fuori casa che emerge dall’international Horeca Meeting, si è tenuto l’evento «Mercato dei consumi fuori casa fra carovita e inflazione. Tendenze e best practice per andare oltre la crisi», organizzato da Italgrob, la Federazione italiana dei distributori Ho.Re.Ca.. Un mercato che secondo i dati del Centro studi Italgrob su dati Circana, il mercato Ho.Re.Ca. in Italia si attesta su oltre 100 miliardi di fatturato con 382mila punti di consumo fra ristoranti, bar, pizzerie, hotel. Gli occupati sono almeno 1,5 milioni, in maggioranza donne, e il settore ha il merito di rappresentare modi di consumo che dettano l’Italian lifestyle tra cui la cucina italiana e il rito dell’aperitivo. Eppure nel 2025 si è registrato un aumento del 5% dei consumi di acqua del rubinetto mentre le bevande alcoliche segnano un -7%. Sarà la maggiore attenzione verso la salute e il benessere che fa emergere uno sprint (+13%) dei prodotti low e non alcool sull’onda della novità di questa nicchia di mercato ma la crescita a doppia cifra non compensa il drastico calo delle bevande alcoliche a più alto valore aggiunto. Comunque Circana prevede una ripresa moderata, con un +3% della spesa, è un +0,9% delle visite mentre per il retail food service ci si attende un +1,4% e un +1% del quick service a trainare la crescita. Dati che non sono solo indicatori economici, ma che rappresentano un termometro delle abitudini di acquisto dei consumatori italiani.
Consumi fuori casa, nel 2025 segnali di affanno con ingressi in calo (-0,8%)
Circana: per il 2026 attesa una crescita marginale a volumi e consolidamento di fatturati con inflazione sotto il punto percentuale nel canale







