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Ultimo aggiornamento: 8:00

“I padri in Italia ancora non esistono. I papà di oggi sono i figli della televisione commerciale di Silvio Berlusconi”. A lanciare questo allarme è Daniele Novara, pedagogista, fondatore del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, autore di oltre cinquanta libri tra cui l’ultimo “Il papà peluche non serve a nulla. Il padre educativo: la nuova figura di cui i figli hanno bisogno” (BurRizzoli) uscito a inizio anno. Novara incontra decine di famiglie e di ragazzi in crisi ogni mese: arrivano da lui quando la scuola ha fallito, quando la coppia va in crisi, quando i figli adolescenti vanno in corto circuito. Ma non solo. Il noto pedagogista vede centinaia di persone in tutt’Italia: “Tante mamme. Solo donne al punto che – ci racconta – quando parlo di adolescenza ironicamente dico loro: “Cosa ci fate qui? Questo è il tempo in cui devono essere protagonisti i padri…”. Lo abbiamo intervistato all’uscita della sua ultima fatica letteraria.

Chi sono i “padri peluche” di cui lei parla nel suo ultimo libro?

Siamo di fronte a una progressiva contrazione delle funzioni paterne come se questa figura non trovasse più una propria collocazione e una propria modalità. I nuovi padri, frutto dell’epoca narcisistica in cui siamo inderogabilmente immersi, sembrano dover espiare le colpe dei progenitori maschi, in una sorta di condanna senza fine che spesso li costringe in una posizione di marginalità rispetto ai figli e alle figlie. Dopo il periodo del “padre padrone” ora non riescono a trovare una loro collocazione. Nel frattempo le madri non si fidano dei padri dei loro figli e quindi permangono anche nella fase dell’adolescenza quando dovrebbero essere i papà in prima linea.