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L'Italia ha il dovere di tifare per gli eurobond. Non per spirito assistenziale. Non per chiedere sconti. Ma per interesse nazionale

Se l'Europa voleva un brusco risveglio geopolitico, lo ha avuto. Le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz a cavallo del weekend hanno certificato una crepa con Washington che fino a pochi mesi fa sarebbe stata impensabile. Non una divergenza tattica, ma una distanza strategica. Il messaggio è semplice: l'ombrello americano non è più un automatismo.

Ma attenzione alle illusioni. Gli strappi verbali fanno rumore, non necessariamente storia. L'Occidente non può permettersi una rottura strutturale tra Europa e Stati Uniti. L'Alleanza atlantica resta un pilastro, per ragioni militari, industriali, finanziarie. Cambierà l'equilibrio, non il legame. Più autonomia europea, sì. Separazione, no. Sarebbe un suicidio reciproco. Il punto, semmai, è un altro: se la protezione americana non è più scontata, non può esserlo nemmeno la dipendenza finanziaria. L'Europa deve imparare a finanziarsi da sola. Non è ideologia: è aritmetica.