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Il pre-vertice promosso da Roma e Berlino irrita Sánchez. La politica delle "geometrie variabili"

"Sugli eurobond sono favorevole, ma è un tema molto divisivo". Giorgia Meloni arriva al vertice informale dei leader europei nel castello di Alden Biesen con una linea che tiene insieme ambizione e prudenza. L'obiettivo è accelerare sulla competitività (dossier su cui Italia, Germania e Belgio hanno promosso un gruppo di lavoro a cui hanno aderito 19 Paesi Ue), ma il messaggio politico riguarda soprattutto gli equilibri interni all'Unione. "Un motore italo-tedesco? Sì, c'è", conferma la premier che solo tre settimane fa ha ospitato a Roma il cancelliere Friedrich Merz per suggellare la rilanciata collaborazione tra Italia e Germania. Ovviamente, precisa, senza che ciò avvenga "a danno di altri", cioè della Francia, storicamente legata a Berlino da un rapporto privilegiato ma che oggi è in affanno.

La giornata nelle Fiandre si apre con la prima riunione del nuovo gruppo sulla competitività, promosso da Meloni, Merz e dal belga Bart de Wever. E con l'irritazione dello spagnolo Pedro Sanchez, che avrebbe protestato con Roma per l'esclusione (circostanza che Palazzo Chigi smentisce). Nelle intenzioni dell'Italia il formato dovrà strutturarsi e, già dal 19 marzo, precedere i Consigli europei ufficiali per arrivare ai vertici con proposte definite. Un modo per "incalzare" le istituzioni Ue affinché adottino misure concrete e obiettivi chiari da subito. Ad Alden Biesen si passa poi al Consiglio Ue informale che ospita le relazioni di Mario Draghi ed Enrico Letta ("che siano due italiani ad aprire il confronto tra i leader europei sulla competitività è motivo di orgoglio", dice Meloni).