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15 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:03

Scontro tra Marco Travaglio e Alessandro Sallusti negli studi di Accordi & Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi ogni sabato sul Nove. Al centro della discussione fra i due giornalisti, le parole rilasciate nei giorni scorsi dal procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri in merito al referendum sulla giustizia. “Se voleva fare una trappola ci è riuscito perfettamente – ha esordito Travaglio – appena ha detto che voteranno gli indagati, è stato subissato da un coro di indagati che dicevano: “Non ti devi permettere di dire che noi votiamo per il sì”, ma sono indagati e votano per il sì. È stato strepitoso il presidente della Calabria Roberto Occhiuto – perché Gratteri stava parlando della Calabria in quel momento – che è indagato per corruzione, è stato rieletto da indagato e ha detto che Gratteri ha affermato delle cose gravissime. Ma è oggettivo: se sei indagato e voti sì, stai dando ragione a Gratteri“.

Di segno opposto l’opinione di Sallusti: “Gratteri ha detto che voteranno no le persone perbene. E già quello basterebbe, come a dire che chi non vota no non è una persona perbene. Io credo che Gratteri abbia perso la testa e mi chiedo, a questo punto, se abbia i requisiti morali e anche di stabilità psicologica per dirigere una procura”. L’ex direttore de il Giornale ha poi aggiunto: “Gratteri ha omesso una categoria di gente che voterà sì ed è la categoria delle vittime di Gratteri. Sono quelle centinaia e centinaia di calabresi che ha buttato in prigione e che poi sono stati totalmente assolti. L’ultimo caso è quello di quattro disgraziati della Regione Calabria tenuti nove mesi in galera, sette anni sotto processo e poi completamente assolti per non aver commesso il fatto. Un altro che immagino voterà sì è l’ex governatore del Pd Oliverio che è stato sostanzialmente perseguitato da Gratteri che voleva arrestarlo e alla fine la Cassazione, non Sallusti, ma la Cassazione ha detto che nell’indagine di Gratteri su Oliverio c’era ‘un chiaro pregiudizio accusatorio’. Ecco, se Gratteri si concentrasse a fare bene le sue indagini invece che dare pagelle agli italiani, io credo che per la magistratura sarebbe un bene”.