Raffinato look color oro abbinato all’Orso alla carriera che porta con sé, Michelle Yeoh incontra la stampa all’indomani dal premio che le ha conferito la Berlinale a una filmografia ricchissima e trasversale. L’attrice Oscar, 63 anni, malaysiana di etnia cinese, molto festeggiata anche sul tappeto rosso insieme al compagno Jean Todt, ha raccontato la sua ascesa, le vicissitudini, i dolori, i set, l’incontro salvifico con Tarantino.

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L’ascesa di Michelle

Michele Yeoh, da Il domani non muore mai a La tigre e il dragone, è una attrice simbolo di una minoranza capace di affermarsi a Hollywood e alla domanda se abbia riscontrato cambiamenti concreti nelle politiche di diversità degli studios risponde. “ È ancora una lotta, continua a esserlo. Questioni come queste non scompaiono dall’oggi al domani. Sono stata fortunata ad aver fatto alcuni film che hanno messo in luce quanto fossero carenti i ruoli destinati alle minoranze. Quando è uscito Crazy & Rich, erano passati ventisei anni da Il circolo della fortuna e della felicità prima che uscisse un film con un cast quasi interamente asiatico. All’epoca, quando abbiamo presentato il film, tutti dicevano: “Oddio”. Spuntava tutte le caselle sbagliate: cast asiatico, commedia romantica… E molti pensavano che sarebbe stato un flop. Ma per fortuna abbiamo toccato un nervo scoperto, abbiamo raggiunto il pubblico. E questo è il punto: il pubblico non si può mai prevedere perché evolve come evolviamo noi. Fare cinema è un rischio che prendiamo quando crediamo in una storia, Dopo Crazy & Rich e Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli è arrivato Everything Everywhere All At Once. Sono grata ai miei registi, Daniel Kwan, ai miei due Daniels, ai miei piccoli geni, per essere stati così audaci: anche lì le caselle erano sbagliate ma ce l’abbiamo fatta. Oggi sono qui con un Orso d’Oro non per un solo film, ma per la perseveranza, la resilienza, la testardaggine di dire: non me ne andrò. Resterò finché i cambiamenti giusti non saranno fatti. Non solo per le minoranze, ma per tutti, come l’uguaglianza di genere. Ci sono tante questioni con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno”.