Torino – Dalle critiche al MeToo, alla morte scampata nella strage a casa di Roman Polanski perpetrata da Charles Manson, all’assenza di equilibro nella vita, ai ricordi. Jacqueline Bisset, 81 anni portati con grande charme, al Torino Film Festival si racconta con sorprendente franchezza. Premiata con la Stella della Mole, ripercorre una ricca carriera che ha attraversato anche l’Italia, La donna della domenica di Luigi Comencini. “Oggi mi sento un po’ nel confessionale, in chiesa, parlo troppo di me stessa”.
(agf)
Le si chiede di commentare il suo recente rifiuto di parlare di bellezza nelle interviste: “È noioso. È già stato detto tutto. Mi sembra indecente, in qualche modo. Indecente parlare di cose donate da Dio”.
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Complessa – e per certi versi decisamente discutibile - la sua posizione riguardo al movimento MeToo. L’attrice ragiona sul rapporto tra provocazione, corpi, desiderio maschile e responsabilità femminile: “Ho sentimenti molto contrastanti. Vivo in un posto dove molte donne cercano disperatamente di essere provocatorie a ogni costo, e non credo funzioni. Se non vuoi che un uomo abbia un’erezione, non devi provocarlo. È un atto primario, dato da Dio, un segnale di potenziale sessuale. Se vuoi essere al sicuro, non devi provocarlo continuamente, a meno che tu non lo voglia. Ci sono ambiguità, ingiustizie. Lo dico piano, perché altrimenti mi uccidono le donne del mondo, ma quando il cane fa pipì sul tappeto non butti via il cane: gli insegni dove deve farla. Non penso che gli uomini siano cani, ma credo che molti sì. Lo penso davvero. Non per colpa loro: è il modo in cui Dio li ha fatti. Mi piace l’idea che gli uomini siano entusiasti del sesso, ma odio l’idea dello stupro. È intollerabile. Le donne devono assumersi un po’ di responsabilità. Io sono sopravvissuta a Hollywood senza essere stuprata o avere situazioni gravissime. Alcune potevano esserlo, ma credo che il comportamento influenzi il risultato. A volte la vita è cattiva, ma è così. Detesto lo stupro, degli adulti e dei bambini, mi indigno profondamente. Ma vedo così tanta insicurezza, e il narcisismo che nasce dall’insicurezza è spaventoso".








