VENEZIA Tutti d'accordo, una volta tanto. E ci mancherebbe, verrebbe da dire, vista la posta teoricamente in gioco: un'autonomia specialissima per Venezia da riconoscere in Costituzione come città Capitale, alla stregua di Roma. Più un sogno che una prospettiva realmente alla portata, ma quel che conta è l'aspetto politico del voto che nell'ultimo Consiglio comunale ha ottenuto l'approvazione bipartisan del centrodestra di governo e del centrosinistra d'opposizione. L'ordine del giorno era stato presentato l'estate scorsa da Deborah Onisto, di Forza Italia, quando il Consiglio dei ministri aveva approvato il disegno di legge costituzionale relativo a Roma, affinché sia riconosciuta all'articolo 114 della Carta come ente locale a sé a fianco di Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato. Nella stessa direzione, si era mosso in Parlamento, con una proposta di riforma ad hoc, anche il senatore del Pd Andrea Martella.
“Prerogative speciali”, aveva messo nero su bianco Onisto facendo esplicito riferimento a “un'autonomia legislativa e finanziaria in ambiti strategici come trasporti, urbanistica, turismo, commercio, beni culturali e ambientali”. Così, mentre tra i politici tiene banco la discussione sul rifinanziamento della Legge speciale, il tema in città ha messo d'accordo tutte le forze politiche: una convergenza parallela dal risvolto strategico alla vigilia delle elezioni comunali, per chiedere poteri e strumenti adeguati all'unicità di Venezia, di cui ovviamente tutti si ascrivono la primogenitura. Una “soluzione condivisa e trasversale”, aveva auspicato Onisto nell'odg, con cui sindaco e giunta vengono ora impegnati a promuovere presso il Parlamento e il Governo un percorso analogo che, se effettivamente fosse messo in piedi, richiederebbe il doppio voto per ciascun ramo del Parlamento, tipico della procedura di revisione costituzionale. «È stato un voto di cuore che sottolinea la necessità di valutare e dare sempre i migliori strumenti possibili, sia giuridici sia economici, a Venezia per salvaguardare la sua specificità», commenta il commissario cittadino di FdI Fabio Raschillà, conscio che la strada per raggiungere il risultato sarebbe lunghissima: «Da un lato riconosciamo la necessità e la responsabilità da parte di chi fa politica di adeguare gli strumenti per la particolarità di Venezia; dall'altro mettiamo sul tavolo il pragmatismo necessario, con un impegno costante e un pressing verso le due camere per dare a Venezia quello di cui ha bisogno».






