dalla nostra inviata

CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - Erano le 13.50, mancava solo un quarto d’ora alle gare di curling, quinta sessione del girone uomini. Ma il tifoso che stava in piedi fuori dallo stadio del ghiaccio, con il cartello giallo e la scritta nera, sperava ancora di trovare un biglietto: “I need one ticket”. Scene dalla Conca d’Ampezzo, che pure non è la sede più frequentata, a giudicare dai numeri snocciolati in mattinata da Andrea Varnier, amministratore delegato di Fondazione Milano Cortina, facendo il punto di metà Olimpiadi tra successi e polemiche. Ultima in ordine di tempo, quella che serpeggia in Veneto sul listino per la cerimonia di chiusura, in programma domenica 22 febbraio all’Arena di Verona: fino a venerdì erano ancora disponibili tagliandi a 950 euro (senza ospitalità, si intende), ma da ieri sono rimasti solo quelli da 1.800 e 2.900.

Durante la conferenza stampa trasmessa da Milano, il veronese Varnier ha però difeso la politica dei prezzi: «Credo che sia stata corretta in senso ampio del termine, perché in realtà ci sono moltissime sessioni a prezzi assolutamente accessibili. È normale che per un evento globale come questo, le sessioni che sono richieste abbiano prezzi adeguati al mercato globale». Con i 92.500 registrati venerdì, le vendite dei biglietti per le gare hanno raggiunto quota 1,27 milioni. Il tasso medio di occupazione delle tribune è pari all’85%, variando dal 94,5 di Bormio all'88,7% di Anterselva, passando per il 90% di Milano (non è stato fornito il dato di Cortina).