C’è qualcosa di surreale, e quindi meravigliosamente olimpico, nel vedere il Brasile salire sul gradino più alto del podio ai Giochi Invernali. Il Paese del samba, delle spiagge di Copacabana, del calcio vissuto come religione civile, conquista l’oro sul manto candido valtellinese sotto una fitta nevicata che rende insidiosa la pista Stelvio. In molti affondano tra le porte larghe, non Lucas Pinheiro Braathen, che regala alla nazione sudamericana la prima medaglia invernale di sempre. Il vessillo verdeoro sventola in mezzo alle Alpi, l’inno brasiliano risuona tra fiocchi di neve e giacche termiche.
In una rassegna dove tradizione e latitudine sembrano ancora contare, il Brasile riscrive la mappa con un venticinquenne nato e cresciuto in Norvegia e che fino al 2023 ha difeso i colori della terra paterna. Poi di colpo, dopo aver vinto una coppetta di specialità, alla vigilia del gigante di Soelden, l’annuncio choc: sfinito dai contrasti con la federazione sul tema sponsorizzazioni Lucas decide di abbandonare lo sci. Un anno di pausa, quindi la scelta di cambiare nazionalità sportiva e vestire i colori del Brasile, il Paese di mamma Alessandra. Con buona pace di papa Bjorn, che continua comunque a seguirlo.










