TREVISO - «Senza alcuna polemica, ritengo che l'assenza della minoranza consiliare dalle cerimonie non vada nella direzione dell'unità che oggi sarebbe necessaria. Il ricordo delle vittime dovrebbe appartenere a tutti, al di là delle appartenenze politiche». Il sindaco Mario Conte chiude col botto, metaforicamente parlando, il suo intervento davanti alla lapide della chiesa Votiva che ricorda i martiri delle foibe, l'appuntamento civico principale della Giornata del Ricordo. E anche se dice di non voler fare polemica, la fa. Eccome. Scatenando la replica furiosa dei partiti di opposizione a palazzo dei Trecento: «Riteniamo grave e inaccettabile la polemica sollevata dal sindaco», dicono in coro Pd, Treviso Civica e lista Giorgio De Nardi Sindaco.
Conte ha parlato di fronte a una platea al solito numerosa che prima ha seguito la messa che si celebra ogni anno in ricordo di chi morì nelle Foibe e poi ha accompagnato la deposizione della corona di fiori: «In nessuno dei due momenti - ha detto alla fine della cerimonia e dopo aver già gettato il sasso nello stagno col suo discorso - ho visto rappresentanti dell'opposizione. Nemmeno uno. Sconcertante». La maggioranza era invece largamente rappresentata tra consiglieri comunali e giunta quasi al completo. E il centrodestra ha presenziato in massa anche alle altra cerimonie cittadine: il ricordo di Norma Cossetto a Santa Bona e quella da anni organizzata in piazza Pola.














