«Caro Sal, sei stato il mio Re. Più di tutti. Per me non avevi rivali.Sono profondamente addolorato». Così su Facebook il disegnatore di fumetti Sergio Algozzino ha commentato la morte del collega Sal Buscema, poco prima di compiere novant’anni (26 gennaio 1936-24 gennaio 2026, anche se la notizia si è saputa alcuni giorni dopo). Newyorkese di Brooklyn, nato da genitori siciliani (ma Sal stava per “Silvio” non, come hanno pensato molti lettori, per “Salvatore”) era uno degli ultimi grandi disegnatori classici della Marvel ancora in vita. Fratello del più famoso John (1927-2002), che era stato definito da Stan Lee (il caporedattore-scrittore fra i principali creatori dell’Universo Marvel) «Il Michelangelo dei comics», non aveva il suo talento ma, per certi versi, era molto più marvelliano di lui. Big John, per sua ammissione, pur avendo disegnato migliaia di tavole (le pagine dei fumetti) di serie come Avengers, Fantastici Quattro, Wolverine, nonché una memorabile serie del malinconico alieno Silver Surfer (su testi di Lee), non aveva mai amato i supereroi, preferendo Conan il barbaro, creato nelle riviste pulp degli anni Trenta, a suo dire più realistico, del quale fra gli anni Settanta e i Novanta ha realizzato decine di albi (i diritti della versione a fumetti all’epoca erano della Marvel).