Forse lo ricorderete per aver ucciso Gwen Stacy, la fidanzata di Peter Parker alias Spider-Man.

Così, citando la storica frase dell’attore di B-movie dei Simpson Troy McClure («Forse vi ricorderete di me per...»), si potrebbe presentare Gerry Conway, storico sceneggiatore statunitense di supereroi (ha anche lavorato per tv e cinema), morto lo scorso 27 aprile a 73 anni (era nato a New York, il 10 settembre 1952), ma in realtà non era l’unico responsabile del delitto fumettistico.

Tra i primi nerd ad approdare al fumetto, Conway inizia a scrivere comics già a sedici anni e a meno di venti è lo sceneggiatore di una testata importante come Amazing Spider-Man, grazie ai buoni uffici di Roy Thomas, bracco destro di Stan Lee, co-creatore della maggior parte dei personaggi della Marvel.

A inizio anni Settanta, con un Lee passato da capo redattore a direttore editoriale ma sempre meno interessato alla casa editrice (pochi anni dopo si trasferirà dalla sede centrale di New York a Los Angeles, per occuparsi degli adattamenti televisivi, cinematografici e animati dei personaggi) la Marvel è una sorta di comune hippie fumettistica, dove regna la creatività ma anche l’anarchia, in attesa dell’avvento, voluto dallo stesso Lee, di Jim Shooter come redattore capo nel 1978, il quale riporterà ordine in redazione rilanciando la Marvel.