32 produttori grandi e piccoli non solo piemontesi, un fitto cartellone di incontri, degustazioni e masterclass, un fuori salone ricco di cene e appuntamenti con bartender e per la prima volta anche una giornata per gli operatori del settore: questo in sintesi il palinsesto del terzo salone del vermouth in programma a Torino dal 21 al 23 di febbraio. “L’edizione del 2026 – spiega Lalla Carello – inventrice e anima della manifestazione – sarà un’edizione speciale, perché quest’anno si celebrano i 240 anni del vermouth. Fu infatti nel 1786 che Benedetto Carpano proprio a Torino mise a punto la formula di una bevanda diventata nel corso degli anni una vera icona della miscelazione, nonché ambasciatrice del gusto piemontese nel mondo”. E di strada l’invenzione di Carpano ne ha fatta, da vino aromatizzato medicinale che piaceva ai nobili della corte sabauda a ingrediente imprescindibile di cocktail classici, tipo il Negroni (con vermouth rosso) o il Martini (con vermouth bianco) e di nuove invenzioni dei bartender di tutto il mondo.
Per avere 240 anni il vermouth dopo anni di declino e nonostante il periodo che vede un calo nel consumi di alcolici sembra passarsela bene: “A fronte della crisi – spiega Claudia Porchietto, sottosegretaria alla Presidenza della Regione Piemonte – che ha interessato altri prodotti alcoolici, il vermouth piemontese non segna il passo. Anzi i numeri parlano di un vero e proprio boom: una produzione aumentata dal 2018 al 2024 da 2,4 a 6,8 milioni di bottiglie, un prezzo medio della bottiglia passato dai 17, 92 ai 25,20 euro e un fatturato salito da 32,6 ai 172,2 milioni di euro e realizzato per il 65% all’estero.”






